Biblioteca (lettura pubblicata dalla BBT the bhaktivedanta book trust international)



Uno sforzo che vale la pena di fare
La felicità e le sofferenze della nostra vita attuale sono già
state determinate dalle nostre azioni nelle vite precedenti.
Ora dovremmo perseguire solo obiettivi spirituali
di Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
Fondatore Acarya dell' Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna

yotsyamanan avekse ’ham
ya ete ’tra samagatah
dhartarstrasya durbuddher
yuddhe priya-cikirsavah
Lasciami vedere coloro che sono venuti qui a combattere col desiderio di soddisfare il malvagio figlio di Dhritarastra.” –Bhagavad-gita 1.23

Appropriarsi della proprietà altrui vuol dire essere durbuddhi, malvagi. Perché dovremmo impadronirci della proprietà altrui? Non va bene. Tena tyaktena bhunjitha ma gridhah kasya svid dhanam (Isopanisad, Mantra 1). L’’istruzione vedica è questa: “Accetta solo quello che ti è stato dato, non usurpare la proprietà altrui.” Questa è la chiave per la pace. Tutto appartiene a Krishna. Pertanto tutto quello che Krishna ti dà come prasadam, come Suo favore, accettalo e sii soddisfatto. Questo è il principio fondamentale per la pace nel mondo. Poiché le persone però non hanno ricevuto questo tipo d’educazione, ognuno vuole sempre di più, sempre di più. Nessuno è soddisfatto. Questo significa essere durbuddhi. La cultura vedica insegna: “Sii soddisfatto della tua posizione.” Non c’è alcun pericolo di morire di fame qualsiasi posizione tu abbia nella vita.”

Le persone cercano lo sviluppo economico, ma secondo gli shastra, le Scritture, non è possibile migliorare la propria posizione economica semplicemente con i propri sforzi. Ognuno è destinato ad avere la propria dose di felicità e di sofferenza. Questa è la natura delle cose. L’attività umana è retta da quattro principi. Il primo è il dharma. Dharma significa obbedire agli ordini del Supremo. Le persone non sanno però chi sia il Supremo e quale siano i Suoi ordini, allora che religione stanno seguendo? Accettano il dharma solo come una fede superflua, ma questo non è dharma, religione. Dharma significa obbedire agli ordini del Supremo. Questo è il significato di dharma: obbedire a Dio. Le persone non hanno il concetto di Dio e che cosa dire dell’obbedienza. Questo però è il vero significato di religione: obbedire a Dio. Questo è tutto, tre parole. Dio è il proprietario supremo e il mantenitore. Quindi noi siamo mantenuti, siamo dominati, siamo i servitori e dovremmo rimanere obbedienti a Dio. Questa è la religione.

Qual è la difficoltà? Sfortunatamente le persone non sanno che cosa sia Dio, quali siano i Suoi ordini né che cosa sia la religione. Essi inventano idee. E poiché non conoscono questo semplice metodo, sono detti durbuddhi, non molto intelligenti o mascalzoni. Nella Bhagavad-gita Krishna chiama queste persone mudha. Mudha significa asino, mascalzone. Colui che non conosce il proprio interesse è chiamato mudha, asino. In India l’asino trasporta sul suo dorso tonnellate di panni per tutto il giorno e neanche un pezzo di quella stoffa appartiene a lui. Lavora così duramente solo per una manciata d’erba, che potrebbe trovare ovunque. Egli però pensa: “Questo signore, il lavandaio, mi dà da mangiare.” Il cibo si può trovare ovunque e sempre, ma lui la pensa così e lavora duramente. I karmi, i non-devoti, sono come lui.

Un uomo potrà mangiare due o quattro chapati, tuttavia lavora giorno e notte. Se vuoi incontrarlo, ti dirà: “ Oh, non ho tempo.” Non pensa mai: “Il mio problema è mangiare quattro chapati, che si possono trovare molto facilmente. Allora perché sto lavorando così duramente?” Non è capace di questo ragionamento. Lavora, lavora, lavora sempre. “Più denaro, più denaro, sempre più denaro.” Lo Srimad-Bhagavatam afferma: “No, non è questo il tuo compito. I quattro chapati sono già destinati a te e li potrai avere in qualsiasi circostanza. Non sprecare il tuo tempo sotto la falsa impressione di un miglioramento economico. Non puoi avere di più; non puoi avere di meno. La tua parte c’è già. Quindi usa il tuo tempo a cercare di comprendere Krishna. Questo è il tuo compito.”


IL NOSTRO VERO COMPITO

Le persone però non saranno d’accordo. “Oh, questa è una perdita di tempo. Assistere ad una lezione sulla Bhagavad-gita è tempo sprecato. In questo stesso tempo potrei guadagnare centinaia di dollari.” Questo è il loro impegno che è detto durbuddhi, poca intelligenza. Sono tutti mudha, asini. La persona veramente intelligente è quella che è soddisfatta di quello che Krishna le ha dato: “Se Krishna vuole, mi darà di più. Voglio diventare cosciente di Krishna. Voglio studiare quello che riguarda Krishna. Voglio cantare i nomi di Krishna. Voglio sentir parlare di Krishna. Voglio vedere la divinità di Krishna. Voglio impegnare le mie mani nell’adorazione di Krishna e a pulire il tempio. Voglio impegnare le mie gambe per andare al tempio.” In questo modo tutti i nostri sensi sono impegnati al servizio di Krishna. Questo è il nostro vero dovere.
tasyaiva hetoh prayateta kovido
na labhyate yad bhramatam upary adhah
tal labhyate duhkhavad anyatah sukham
kalena sarvatra gabhira-ramhasa
L’uomo intelligente, con sviluppate facoltà di pensiero, s’impegnerà solo per raggiungere il fine supremo, che non si ottiene in questo modo neanche percorrendo l’universo intero, dal pianeta più alto (Brahmaloka) al più basso (Patala). Quanto alla felicità propria del piacere dei sensi, si presenta da sé nel corso del tempo come la sofferenza che viene anche senza averla desiderata.” [Srimad-Bhagavatam 1.5.18].

Tasyaiva hetoh: “Solo per questo scopo.” Quale scopo? Quello che non possiamo ottenere neanche percorrendo l’universo intero. L’essere vivente vaga trasmigrando da un corpo ad un altro in tutto l’universo. A volte, grazie alle nostre attività pie, diventiamo deva, come Brahma, Indra o Candra e per le nostre attività empie discendiamo fino a diventare vermi negli escrementi. Questo è ciò che accade. Chi accede ai sistemi planetari superiori? I brahmana qualificati che seguono rigidamente i principi religiosi. Sri Krishna dice:
samo damas tapah shaucam
ksantir arjavam eva ca
jnanam vijnanam astikyam
brahma-karma svabhava-jam
Tranquillità, controllo di sé, austerità, purezza, tolleranza, onestà, conoscenza, saggezza e religiosità sono le qualità naturali che caratterizzano le attività del brahmana.” [Bhagavad-gita 18.42]

Vijnanam significa applicare la conoscenza alla pratica della vita. La conoscenza da sola è inutile. La conoscenza deve essere applicata alla pratica della vita. Gli studenti di materie scientifiche vengono esaminati sia sulla conoscenza teorica sia su quella pratica. “Tanto idrogeno e tanto ossigeno compongono l’acqua.” Questa è teoria, ma quando si mescola l’idrogeno con l’ossigeno preparando davvero l’acqua, questa è pratica. La scienza dimostra che la conoscenza teorica non è sufficiente. Scienza significa osservare e sperimentare, cioè conoscenza sperimentale. Questo è il significato di vijnana. La conoscenza pratica permette di conoscere bene Dio. Questo è il compito del brahmana. Krishna dice: urdhvam gacchanti sattva-sthah: coloro che seguono rigidamente i principi brahminici verranno collocati nei sistemi planetari superiori [Bg. 14.18]. Il Vaisnava però è superiore a queste persone. Yanti mad yajino ’pi mam [Bg. 9.25]. Coloro che seguono questi principi allo scopo di raggiungere i sistemi planetari superiori potranno raggiungerli. Nello stesso modo coloro che desiderano tornare a casa, da Krishna, potranno farvi ritorno.


CONOSCERE KRISHNA "IN VERITA'"

Lo scopo del nostro movimento per la coscienza di Krishna è quello di aiutare le persone a tornare a casa, da Krishna. Questo non è molto difficile. Krishna dice:
janma karma ca me divyam
evam yo vetti tattvatah
tyaktva deham punar janma
naiti mam eti so ’rjuna
Colui che conosce la natura trascendentale della Mia apparizione e delle Mie attività, o Arjuna, non dovrà più nascere in questo mondo materiale, quando avrà lasciato il corpo, ma raggiungerà la Mia eterna dimora.” [Bg. 4.9]

Cercate di capire Krishna veramente, non in modo approssimato. Krishna è Dio, la Persona Suprema. Nei tuoi pensieri c’è Dio, allora perché non accetti Krishna? Egli afferma di essere Dio e gli shastra, gli acarya, Vyasadeva, Narada, il tuo guru — tutti dicono che Egli è Dio. Perché non accettarLo? Perché andare a cercare qualche altro Dio? Qui c’è Dio, il Suo nome, l’indirizzo, le attività — qui, nelle autorevoli affermazioni dei Veda, c’è tutto. C’è qualche difficoltà a comprendere Krishna? Un mascalzone però non Lo accetta. “Perché dovrei accettare Krishna? Il mio Dio me Lo sono fatto da solo.” Questa è la sua sfortuna, durbhaga. Oppure durbhuddhi. Egli è un mascalzone, un miscredente. Così afferma la Bhagavad-gita (7.15):
na mam duskritino mudhah
prapadyante naradhamah
mayayapahrita-jnana
asuram bhavam ashritah
“Gli stolti, gli ultimi tra gli uomini, coloro la cui conoscenza è stata rubata dall’illusione e coloro che hanno una natura atea e demoniaca sono tutti miscredenti e non si arrendono a Me.”

Queste sono le persone che non si arrendono a Krishna: i miscredenti, i malvagi, i peccatori, i mascalzoni, gli asini, gli ultimi tra gli uomini. Essi sono tutti durbuddhi. La vita umana costituisce un’opportunità per comprendere Krishna. Hari hari biphale janama gonainu, manusya-janama paiya, radha-Krishna na bhajiya, janiya shuniya bisa khainu. Questa è una canzone di Narottama Dasa Thakura. “O Signore Hari, ho sprecato la mia vita inutilmente. Avendo ottenuto una nascita umana senza avere adorato Radha e Krishna, ho coscientemente bevuto del veleno.” Chiunque non cerca di comprendere Krishna — senza parlare di coloro che Lo adorano e Lo servono — sta sprecando la sua vita. Krishna dice che basta cercare di comprenderLo per ottenere la liberazione. Anche se una persona non Lo conosce perfettamente, ma si sforza semplicemente di conoscerLo, questa attività sarà sufficiente a liberarLo. Non è possibile comprendere Krishna. Egli è così grande, senza limiti. Come possiamo comprendere Krishna? Neanche Krishna può capire Se Stesso. Neppure Ananta, il Suo servitore personale, riesce a capirLo. Questo è un dato di fatto. Noi non possiamo comprendere Krishna, ma tuttavia, se accettiamo tutto quello che Krishna dice di Se Stesso nella Bhagavad-gita, diventiamo subito adatti a tornare da Dio, a casa. Janma karma ca me divyam evam yo vetti tattvatah [Bg. 4.9]. Tattvatah significa “in verità”.


LIVELLI DI PERFEZIONE

Perfino i siddha, coloro che sono perfetti, non sono capaci di comprendere Krishna.
manusyanam sahasresu
kashcid yatati siddhaye
yatatam api siddhanam
kashcin mam vetti tattvatah
“Tra migliaia di uomini forse uno cercherà la perfezione, e, tra coloro che la raggiungono, raro è colui che Mi conosce veramente.” [Bg. 7.3]

Qui “perfezione” non significa perfezione spirituale, ma perfezione materiale o parziale perfezione spirituale. I Brahma-jnani, coloro che hanno realizzato il Brahman impersonale, sono perfetti solo parzialmente. I Paramatma-jnani, gli yogi che hanno realizzato l’Anima Suprema sono anch’essi parzialmente perfetti. Solo i devoti sono completamente perfetti. La perfezione dei Brahma-jnani è parziale perché essi sono capaci di comprendere l’aspetto eterno del Signore Supremo. Questa conoscenza viene detta brahma-jnana e la paramatma-jnana è la conoscenza — o la visione personale — di Dio nella forma di Visnu a quattro braccia. Anche questa è una conoscenza imperfetta. Quando si arriva a conoscere Bhagavan, la Persona Suprema, questa conoscenza è perfetta, perché quando si arriva a comprendere Dio a livello personale, c’è ananda, la felicità. Nelle altre forme non c’è ananda. C’è eternità, conoscenza, ma non ananda. Il Vedanta-sutra (1.1.12) afferma, anandamayo ’bhyasat. Noi siamo per natura ananda, felicità. Per questa ragione cerchiamo ananda, ma non sappiamo dove trovarla. Cerchiamo di trovare la felicità nel mondo materiale, mangiando carne, bevendo vino, praticando il sesso. Queste cose però non sono ananda. Ananda è satyananda, vera felicità.

I piaceri materiali sono temporanei, durano solo pochi minuti o poche ore. Questo non è ananda. Ananda significa satyananda, vera ananda. Che cos’è questa vera ananda? Brahma-sukha. Questa ananda è uno scambio con il Brahman Supremo. È ananda senza fine. Nello Sata-nama-stotra del Signore Rama è detto, ramante yoginah anante: “Gli yogi assaporano un piacere illimitato.” Krishna è illimitato. Quando ci si unisce a Krishna nella Sua danza rasa come gopi o si gioca con Lui come pastorelli o si diventa come Suo padre Nanda o Sua madre Yashoda o si diventa Suoi servitori o si diventa acqua nella forma della Yamuna o terra di Vîndavana o alberi o frutti o fiori o mucche o vitelli a Vîndavana — allora si assapora la vera ananda. Il Bhagavatam descrive come gli associati di Krishna godono la vita. Sukadeva Gosvami diceva: “Questi ragazzi che giocano con Krishna, oh, non sono ragazzi comuni.” Krita-punya-punjah: “Essi hanno messo insieme gli effetti di attività pie di milioni e trilioni di nascite. Ora sono arrivati a giocare con Krishna.”


L’OPPORTUNITA' PERFETTA

Nel bhakti-yoga c’è questa opportunità. Krishna è ansioso di riportarvi con Lui. Perché sprecate il vostro tempo? Perché vi preoccupate dello sviluppo economico? Quale sviluppo economico potete fare? Non potete ottenere di più di quello che il destino vi ha riservato. Non è possibile. Se fosse possibile tutti sarebbero famosi, colti e belli, ma l’opulenza viene dalle attività pie. La nascita in una famiglia molto elevata, la ricchezza, la cultura, la bellezza — tutte queste sono conseguenze delle attività pie e il loro opposto sono gli effetti delle attività empie. In entrambi i casi gli effetti sono materiali e fissati dal destino. Non si può cambiare quello che abbiamo ottenuto con le nostre attività pie o empie. Non è possibile. Si può però cambiare posizione per mezzo della coscienza di Krishna. Le altre cose non si possono cambiare. Se tu sei bianco, non puoi diventare nero o se sei nero non puoi diventare bianco. Questo non è possibile. Si può però diventare persone di prima classe coscienti di Krishna. Non ha importanza se si è bianchi o neri. Questa è la coscienza di Krishna. Perciò ci dobbiamo sforzare di diventare coscienti di Krishna. Tutto il resto non lo possiamo cambiare. Non è possibile. Qualunque cosa tu sia destinato ad ottenere, l’otterrai. Non perdete tempo con il cosiddetto sviluppo economico. Per quanto riguarda il cibo, Krishna provvede perfino ai gatti, ai cani e alle formiche. Perché non dovrebbe provvedere a voi? Non c’è bisogno di sollecitare Krishna: “Signore, dacci il nostro pane quotidiano.” Egli ve lo darà. Non è necessario che lo chiediate. Cercate di diventare dei servitori di Dio molto sinceri. “Oh, Dio mi ha dato moltissime cose. Perciò voglio usare la mia energia per servire Krishna.” Questo è ciò che viene richiesto. Questa è la coscienza di Krishna. “Vita dopo vita, ho ricevuto tantissimo da Krishna. Ora voglio dedicare questa vita a Krishna. Non lascerò trascorrere questa vita inutilmente come un cane o un gatto. Voglio usarla per la coscienza di Krishna.”

Vi ringrazio moltissimo.